mercoledì 5 luglio 2017

4 Luglio 2017 - Agra (India) - Alla scoperta del Taj Mahal

Giorno # 29 : Delhi - Agra 360 km - Km totali : 9370

Abbiamo lasciato volentieri l'hotel Lotus lungo l'autostrada in ingresso a Delhi. Servizio molto scarso e non potevano servire nemmeno la birra per qualche strana regola locale. Un discreto sistema di tangenziali ci ha consentito di superare Delhi abbastanza in fretta anche se non sono mancati imbottigliamenti nel solito caos delle città indiane. Caldo e molta umidità ci hanno fatto compagnia fin dalla partenza. Ormai non ci meravigliamo più della guida degli indiani. Ci siamo adeguati e direi che c'è la caviamo bene. Dobbiamo solo far mente locale ogni giorno che si guida dalla parte sbagliata. Nei giorni scorsi in un paio di incroci ci è successo di essere andati senza conseguenze nella parte sbagliata. Superata Delhi abbiamo imboccato una bella autostrada a 3 corsie e a pagamento con pochissimo traffico. In poco tempo siamo arrivati ad Agra. Ai lati bella campagna coltivata principalmente a riso e mais e punteggiata da piccoli villaggi dove si vedevano anche delle capanne. Nelle risaie ancora molto lavoro manuale soprattutto di donne che curve sotto il sole piantano il riso. Lavoro duro. In Agra siamo andati all'hotel Gateway. Ottima accoglienza all'arrivo con fresco drink di benvenuto e bollino giallo in fronte come portafortuna. Viste le temperature ancora elevate, abbiamo approfittato della piscina per un salutare bagno accompagnato da una buona birra. Ci mancavano queste comodità. Vista l'ora tarda abbiamo rinviato a domani la visita al Taj Mahal, ma a bordo del solito Tuc Tuc abbiamo fatto un giro per la città raggiungendo un punto panoramico da dove abbiamo potuto vedere il Taj Mahal da lontano. In un campo vicino dei bambini giocavano a cricket. Ci hanno invitato a provare e siamo riusciti ad assestare un paio di buoni colpi. L'autista del Tuc Tuc che si chiama Calù, non ci ha più lasciato scorazzandoci per cambiare soldi e per bere una birra fresca. Si fa fatica a descrivere quello che si vede ai lati della strada. Negozietti di ogni tipo in pessime condizioni. . Casupole buie in cui si intravedono persone distese che dormono o mangiano per terra. Mucche pacifiche che cercano qualcosa da mangiare tra cumuli di spazzatura. Bambini che giocano in mezzo ad un traffico infernale. Il tutto in un'atmosfera di caldo umido con livelli di smog molto alti. Vita veramente dura da queste parti. Cena al buffet dell'albergo dove tra le numerose specialità indiane abbiamo assaggiato anche delle penne al pomodoro. Accettabili, anche se un po' scotte e un po' troppo saporite.

Domani rimarremo ad Agra. Visiteremo il Taj Mahal molto presto e poi il grande forte di Agra. Poi riposo e manutenzione moto.Il fido Calù si è già prenotato per prenderci in albergo alle 6. Lamps

   Delhi- Agra 260 km

   Entrata a Delhi
   Duro lavoro nelle risaie

Campagna indiana 

   Curiosità ad ogni sosta 

   Welcome ad Agra

   Il Taj Mahal dall'albergo

   Tuffo meritato

   Birra e relax 

   La scimmia scaccia scimmie


   Il fido Calù non ci molla 


   Volti

   Maschera anti smog

   In 4 sullo scooter

    Strade indiane

   Fuori campo !

    Agra 

lunedì 3 luglio 2017

3 Luglio 2017 - Delhi - (India)- Primi monsoni

Giorno # 29 - Dharamsala - Delhi 480 km - Km totali : 9110

E monsone fu. Ha piovuto parecchio tutta notte e la pioggia battendo su una tettoia dell'albergo ci ha disturbato non poco. Tute da pioggia alla partenza e strade abbastanza viscide che abbiamo affrontato con prudenza. Dopo un'ora è tornato il sole, le strade si sono asciugate e dopo avere mollato le tute abbiamo ripreso il nostro passo. I primi 200 km si sono rivelati impegnativi, perché siamo scesi dai primi contrafforti Himalaiani fino alla pianura lungo una strada molto tortuosa e stretta con abbastanza traffico. Tantissime colonie di scimmie appostate sugli alberi. Molto spesso ai lati della strada e qualche volta in mezzo, stazionavano le mucche.

Qualche problema nell'attraversare I numerosi villaggi, molto affollati. Velocità necessariamente bassa. Dopo oltre 3 ore di curve siamo finalmente arrivati al piano e imboccata l'autostrada verso le sei ci siamo fermati alle porte di Delhi dopo quasi 500 km. Il caldo umido per tutto il giorno ci ha fatto sudare non poco. Vegetazione rigogliosa sulle colline, mentre in pianura numerosi campi di riso ai lati della strada. Ormai ci muoviamo bene nel traffico indiano e abbiamo imparato a capire e a prevedere i comportamenti degli autisti indiani. Per noi le difficoltà maggiori sono quando rimaniamo intrappolati nel traffico delle città. Vista l'ora ci siamo fermati alle porte di Delhi che conta oltre 16 milioni di abitanti ed è la città più popolosa dell'India e quinta nel mondo. Preferiamo affrontare il suo traffico riposati e con mente fresca. Oggi ci siamo fermati molto poco e abbiamo poche immagini da condividere. Solo qualche fermo immagine della GoPro. Sorry.

Domani contiamo di arrivare ad Agra a Sud di Delhi, per vedere il famoso palazzo Taj Mahal. Lamps

In India:

Valuta : Rupia indiana - 1 Euro = 72 Rupie

Benzina : 0,94 Euro/litr

Per i lettori del blog- Il progetto 7MML si avvicina al termine, ma siete sempre in tempo a dare il vostro contributo

Potete contribuire al progetto di 7milamiglialontano donando su:

http://www.7milamiglialontano.com/muro-solidale/

Oppure su:

http://www.jyothinilaya.org/sostegno-a-distanza

Grazie di cuore dai bikers

   Da Dharamsala a Delhi (480 km)

   Vacche ovunque

   E non si spostano

    Anche nelle aiuole

   Carichi eccezionali
   Risaie

    Bandiera indiana



   Rupie Indiane : 1 Euro = 72 Rupie

domenica 2 luglio 2017

2 Luglio 2017 - Dharamsala (India)- Nel tempio del Dalai Lama in esilio.

Giorno # 28 - Amritsar - Dharamsala 397 km - Km totali : 8630

Prima di partire da Amritsar, ci siamo recati di nuovo al tempio d'oro sacro ai Sikh, sperando di trovare meno ressa. Col capo coperto e a piedi scalzi siamo entrati di nuova nel cortile del tempio, trovando la stessa ressa della sera prima, ma con più caldo e umidità alle stelle. Lunghissima coda di centinaia di persone che aspettavano di entrare nel tempio. Ci siamo arresi e lo abbiamo fotografato da lontano. Molto interessante la folla dei Sikh con i loro turbanti colorati e le barbe lunghe. Spiritualità vera nei loro volti e nei loro gesti. Dopo un'altra viaggio autoscontro in Tuc Tuc, abbiamo lasciato volentieri la caotica Amritsar e ci siamo diretti a Nord Est lungo una scorrevole strada a 4 corsie. Decisamente meglio le strade indiane di quelle Pakistane, anche se il stile di guida si assomiglia molto. Dopo circa 100 km la strada è iniziata a salire, a due corsie e molto tortuosa, tra una vegetazione molto rigogliosa. Traffico sempre notevole, con continui suoni dei clakson. Sarebbe stato anche una percorso piacevole per motociclisti, ma dietro ogni curva c'era sempre la non remota possibilità di trovarsi un indiano contromano in sorpasso. Per cui guida non rilassata che ha richiesto molta attenzione. Abbiamo così raggiunto Dharamsala, nota soprattutto per essere l'attuale sede del governo tibetano in esilio. Purtroppo la pioggia ci ha fatto compagnia negli ultimi km. Il monsone ci ha dato il benvenuto. Ci siamo riparati sotto una tettoia. Subito due simpatiche scimmiette ci hanno fatto visita e hanno apprezzato i nostri biscotti . Da Dharamsala, siamo saliti lungo una stradina con pendenze impossibili fini a McLeod Ganji, dimora di Tenzin Gyatso , il quattordicesimo Dalai Lama che si trova a 1750 m sul livello del mare. Con qualche difficoltà ci siamo addentrati nel strette viuzze dl centro cercando di individuare l'albergo prescelto. Dopo un po' di girovagare seguendo indicazioni errate, ci siamo arresi e siamo scesi a Dharamsala, dove abbiamo finalmente trovato un albergo decente. Marco è andato successivamente a visitare a Yol, il luogo dove gli inglesi durante la seconda guerra mondiale tenevano prigionieri un folto gruppo di ufficiali italiani catturati sui vari fronti di guerra, tra cui il padre di Marco. In calce una nota di Marco su suo padre. Io e Claudio siamo risaliti in Taxi a McLeod Ganji, dove abbiamo potuto visitare il tempio del Dalai Lama in esilio. Cena a base di specialità tibetane.

Domani partiremo verso Sud un direzione di Nuova Delhi. Non abbiamo una meta precisa, ma cercheremo di fare più strada possibile. Lamps.


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Mio padre prigioniero in India -di Marco Varini.


Mio papà, ufficiale di complemento del Regio Esercito Italiano, nel 1938 iniziò il suo normale servizio militare, ma alla fine del 1939 la guerra era imminente e non fu congedato. Nel giugno del 1940 fu mandato per qualche settimana sul fronte francese, nei pressi di Bardonecchia, e nel settembre sempre del 1940 fu mandato in Libia, di stanza nella fortezza di Bardia, presso Bengasi. Nel gennaio del 1941, durante la prima avanzata delle forze alleate, prevalentemente inglesi, fu fatto prigioniero (mio papà comandava una compagnia di artiglieria contraerea, ma a Bardia arrivarono con i carri armati). Da lì fu trasferito ad Alessandria d'Egitto e poi in nave, via Canale di Suez, a Bangalore. All'inizio del 1942 fu trasferito definitivamente a Yol, dove rimase fino al dicembre del 1946. Fino all'8 settembre del 1943 in cattività, dall'8 settembre 1943 al maggio 1945 in regime di semilibertà, e successivamente libero con obbligo di dimora.

Da Amritsar a Dharamsala

Il tempio d'oro Sikh

Bagno davanti al tempio

Con le guardie Sikh

Code infinite





Volti Sikh


I colori dei Sikh


Piove, le scimmie ci fanno compagnia 


McLeod Ganji,dimora del Dalai Lama


Nel tempio del Dalai Lama


Qualche giro di ruota per il nostro viaggio


Propaggini himalaiane




Il campo di prigionia di Yol

sabato 1 luglio 2017

1 Luglio 2017 - Amristar (India)- Bye Bye Pakistan

Giorno # 27 : Multan - Amristar 410 km - Km totali : 8393

Avevamo l'appuntamento con la scorta alle 7.30. Non si sono visti. Dopo il quarto d'ora accademico, ce la siamo svignata e velocemente abbiamo lasciato Multan, sapendo che ci avrebbero intercettati facilmente con i numerosi presidi lungo le strade. Invece tutto è andato liscio non li abbiamo più visti. Quindi abbiamo viaggiato in tuta tranquillità con ottime medie, fino a Lahore. Eravamo un po' preoccupati per l'attraversamento di questa città di oltre 11 milioni di persone, invece un buon sistema di tangenziali ci ha fatto evitare la città, compreso un tratto autostradale, chiuso alle moto, dove una pattuglia della polizia ci ha fatto passare impietosita dalle nostre richieste. E ne è valsa la pena perché arrivati alla frontiera alle 3 abbiamo scoperto che gli indiani avrebbero chiuso la frontiera alle 3 e mezza e non alle 5 come pensavamo. I pakistani sono stati velocissimi e siamo riusciti ad entrare in India 10 minuti prima che chiudessero. Infatti poco dopo il nostro passaggio un pesante cancello è stato chiuso. Gli indiani hanno impiegato quasi due ore a darci tutti i timbri necessari e hanno controllato minuziosamente le nostre moto. Per pranzo un gelato. Claudio dice che è dimagrito 5 chili. Non ne ha bisogno.

Nel tardo pomeriggio siamo ripartiti e in poco tempo abbiamo raggiunto Amritsar. Ottime strade, ma in città il solito traffico caotico. Sono comparsi i semafori, ma nessuno li rispetta. Sembra di essere in un gigantesco autoscontro. Per fortuna il nostro albergo non era in posizione centrale. In serata visita al tempio d'oro che è la principale attrazione di Amritsar. È un tempio Sikh e considerato dai sikh il tempio più sacro della loro religione (il loro "santo dei santi") e un luogo di pellegrinaggio in cui recarsi almeno una volta nella vita per pregare e offrire le proprie suppliche, oltre ad essere divenuto attualmente un'attrazione turistica di livello mondiale. Si entra solo a piedi scalzi e con il capo coperto.

Tantissima gente nelle strade e code lunghissime per entrare. Abbiamo desistito e abbiamo guardato il tempio da lontano anche perché faceva ancora caldo con molta umidità. Ottima cena in un buon ristorante dove abbiamo iniziato ad assaporare la cucina indiana e sopratutto birra a volontà.Evviva. Ritorno in hotel su un Tuc Tuc , l'Ape taxi , con una divertente corsa nel gigantesco autoscontro del traffico indiano.

Domani andremo a Nord a Yol, dove il padre di Marco è stato prigioniero per 6 anni durante la guerra. Lamps.

   Multan - Amritsar : 399 km

    Forza Italia

   Centrale elettrica Pakistana

   Incontri

   India - Finalmente

   E il cancello si è chiuso dietro di noi

   Gli indiani controllano tutto

   E vanno a cavallo

   Amritsar: le mucche nelle strade

   Verso il tempio d'oro

   Esterno del tempio

   Il tempio d'oro, sacro ai Sikh

    Per entrare bisogna coprirsi il capo

    Quasi quasi mi faccio un Tuc Tuc