mercoledì 12 luglio 2017

12 Luglio 2017 - Ankleshwar (India) - la città della chimica

Giorno # 38 - Udaipur - Ankleshwar 428 k.  km - Km totali : 11.288


Partenza abbastanza mattiniera. Alle 8 moto accese. Cielo nuvoloso. Direzione Sud lungo una veloce strada a 4 corsie, abbastanza trafficata . Molti camion che per qualche regola non scritta dell'India, occupano sistematicamente la corsia di sorpasso costringendo a sorpassi ora a destra ora a sinistra. Ma nessuno si lamenta. Quasi tutti hanno scritto sul cassone  "Horn, please", che significa "suona per favore". E così il concerto di clacson non cessa mai. Dopo l'autostrada abbiamo imboccato per un tratto una strada con molte buche, dove i camion si spostavano in continuazione da una parte all'altra per evitarle, creandoci non poche difficoltà. Un improvviso scroscio ci ha costretto ad un rapido riparo sotto una pianta, poi solo un po' di pioggia leggera non ci ha dato fastidio più di tanto. Una bella campagna verde e grandi piante ai lati della strada ci hanno accompagnato lungo il percorso. A Vadoara  abbiamo finalmente  ripreso l'autostrada. Sosta in una specie di Autogrill per un veloce panino e poi ci siamo fermati  ad Ankleshwar, dopo quasi otto ore di moto e oltre 400 km. Questa città è famosa per le numerose industrie chimiche. Infatti entrando in città  forti odori nell'aria ci hanno dato il benvenuto . Albergo confortevole un po' decentrato con piscina che abbiamo subito utilizzato. Qui siamo nello Stato del Gujarat. Con nostra amara sorpresa abbiamo scoperto che è uno Stato  "dry", cioè dove non servono alcool nei locali pubblici in rispetto di Gandhi che è  nato da queste parti. Bella disdetta. Il responsabile dell'albergo voleva comprarci delle birre che avremmo dovuto bere in camera. Ci siamo rifiutati. A cena Claudio ha assaggiato delle lasagne vegetariane. Un po' strane . Anche un piatto di i gamberoni è stato servito affogato in una salsa piccante. Facciamo fatica ad abituarci alla cucina indiana.

Domani tappa impegnativa, dovremo superare Mumbai, 12 milioni di persone. Speriamo che ci siano buone tangenziali. Non abbiamo una meta precisa. Ci fermeremo da qualche parte verso sera. Ci aspetta ancora acqua. Le previsioni non sono buone. Ma la meta si avvicina e siamo ben motivati. Lamps.


   Udaipur - Ankleshwar 428 km

  Incrocio un po' affollato

   Buche e pioggia : guida impegnativa 

   Il pullman è al completo, ma sul tetto c'è ancora posto

   Piove ma la campagna è molto verde 

   Al riparo sotto una pianta

   Incontri 

   Lasagne vegetariane, in Italia sono un'altra cosa 


martedì 11 luglio 2017

11 Luglio 2017 - Udaipur (India) - la città dei laghi.

Giorno # 37 : Jodhpur Udaipur 264 km - Km totali : 10.860


Anche oggi tappa relativamente breve fino ad Udaipur, ultima città del nostro vagabondare in Rajasthan. Poi punteremo decisamente a Sud. Il panorama pian piano è cambiato, una verde vegetazione ha preso il posto al deserto e abbiamo attraversato molti piccoli villaggi di contadini e pastori . Gli ultimi 100 km lungo una bella autostrada a 4 corsie con poco traffico. L'unico inconveniente le numerose mucche che pascolavano nell'aiuola centrale o attraversavano tranquillamente l'autostrada. Situazioni pericolose che non sembrano preoccupare più di tanto gli indiani. Vicino a Pali ci siamo fermati a visitare il Baba  Bullet temple dove è adorata una moto Royal Enfield Bullet. La moto apparteneva a tale Om Baba che qui si è schiantato nel 1991 contro un'albero. Nonostante la moto fosse stata sequestrata dalla Polizia, per miracolo la moto è sempre stata ritrovata più volte sul luogo dell'incidente. È stato costruito un memoriale dove  Om Baba viene venerato unitamente alla sua moto custodita in una teca vicino alla sua foto . Da bravi motociclisti ci siamo fermati anche noi a chiedere protezione ad Om Baba. Raggiunta Udaipur che conta circa 400.000 abitanti, siamo arrivati senza problemi in albergo, abbastanza decentrato. Udaipur è conosciuta anche come città dei laghi, oltre alla sua storia, cultura e posizione panoramica, è anche conosciuta per i suoi palazzi dell'era Rajput. Il più importante è il City Palace costruito in un periodo di circa 400 anni, da diversi sovrani del regno Mewar. È stato costruito in cima ad una collina, con una bella  una vista panoramica della città. Purtroppo quando siamo arrivati il palazzo era chiuso, ma abbiamo visitato tutti i cortili esterni . Non poteva mancare un tempio nel nostra visita in città, il Jaglish temple dove c'è un'immagine in pietra nera di Vishnu ed è decorato con bassorilievi . Per cena abbiamo raggiunto l'altra sponda del lago sul terrazzo dell'albergo Pichol Palace, con una splendida vista sul City Palace illuminato. Domani lasceremo il Rajasthan e ci dirigeremo a Sud lungo la costa occidentale dell'India. Mancano circa 1800 km al traguardo di Kannur nel Kerala. Sappiamo che il monsone ci aspetta, cercheremo di non bagnarci troppo. Inshallah.Lamps. 


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   Jodhpur - Udaipur : 264 km

   Baba  Bullet temple

    La Royal Enfield nel tempio 

   Strani copricapi da queste parti

   Molte scimmie lungo la strada

   Il City Palace di Udaipur

    Entrata

   Vista dal palazzo 

   Lo Jaglish temple 


    I colorati sari delle donne indiane
    Volti

    Un po' di riposo

   Le donne lavorano sempre da queste parti

   Ci si lava come si può 


   Il lake Palace hotel in mezzo al lago. Un po' caro
   Cena con vista

   Il City Palace al tramonto 
   Vista notturna 

10 Luglio 2017 - Jodhpur (India) - la città blu

Giorno # 36:  Jaisalmer - Jodhpur 286 km - Km totali : 10.596


Oggi tappa breve. Siamo partiti con calma dal Rang Mahal di Jaisalmer. Dopo aver ripercorso per circa 100 km la stessa strada ci siamo diretti a Sud lungo strade  belle e poco trafficate. Molti  insediamenti militari da queste parti. Il Pakistan é molto vicino e nel 1967 proprio qui ci fu la guerra. Sulle strade non si vede polizia. Ogni tanto un posto  di blocco presidiato, dove non ci fermano mai e ci salutano al nostro passaggio. Anche sulle statali ci sono spesso dei caselli a pagamento. Però in tutti, all'estrema sinistra della barriera, c'è uno stretto passaggio per le moto che transitano senza pagare. Non sarebbe male averlo anche in Italia, dove invece le moto pagano come le auto.

In poco più di 4 ore siamo arrivati a Jodhpur, che conta quasi un milione di abitanti. 

L'impatto col traffico cittadino è come al solito devastante. Dalla tranquillità delle strade fuori città, in pochi chilometri si é catapultati nel caos rovente delle città indiane. Nervi saldi,  pazienza, decisione nella guida e con l'aiuto dei preziosi GPS siamo arrivati in albergo. Prenotiamo sempre l'albergo la sera prima su Booking.com, in modo di saper dove andare quando si arriva, senza vagare in questo caos.

Jodhpur è la seconda  città del Rajasthan e già capitale della regione storica del Marwar. È un'importante meta turistica per l'abbondanza di templi e palazzi di interesse storico e artistico, oltre che per l'imponente e maestoso forte di Mehrangarh, che da sei secoli domina la città da un massiccio di 130 metri. Soprannominata anche Sun city  per la costante presenza del sole e di tempo sereno (siamo nell'area del Deserto di Thar), ma anche Blue city per il gran numero di abitazioni dipinte con tinta blu. La fortezza costruita nel 1500 è decisamente imponente e con le sue mura e torri cilindriche  pare essere una cosa sola con la rupe sulla quale si innalza e alla quale si accede percorrendo una salita tortuosa oltrepassando sette porte fortificate.  

Con una comoda audio guida abbiamo visitato il forte all'interno del quale vi sono i palazzi utilizzati dal maharajah e dalla sua corte tra cui il palazzo degli sguardi che

deriva il suo nome dalle splendide finestre a grata, le Jalis, e i suoi balconcini, jarokha, attraverso i quali le signore potevano osservare non viste il mondo circostante dallo Zenana, il complesso di edifici finemente decorati e riservati alle dame e il Palazzo della Perla, la  sala del trono. Di tutte le fortezze palazzo che abbiamo visto finora, queste è una delle più belle. Siamo poi scesi nella città vecchia detta città blu, per la tipica colorazione azzurra delle sue case. Inizialmente il colore indicava le residenze dei brahmani, perchè molti secoli fa, secondo la tradizione, alcuni di loro dipinsero le loro case di questo colore dopo aver scoperto che teneva lontane le zanzare e poi l'usanza si diffuse.  Breve visita al Sadar Bazar  nei pressi della Torre dell'orologio, che però non ci ha impressionato. Molto caotico e disordinato. Cena tranquilla in albergo. Ho assaggiato una pasta alla palermitana. Accettabile, anche se il sapore piccante non manca mai. Domani altra tappa breve. Andremo a Udaipur, chiamata la Venezia d'Oriente per i suoi numerosi laghi. Lamps


   Jaisalmer- Jodhpur : 296 km

    Il forte di Mehrangarh domina Jodhpur

    Possenti torri

   Una delle 7 porte di ingresso

   Il palazzo degli sguardi

   Il palazzo del trono 
  
   Quattro chiacchiere 
   Mura possenti 

   La guardia del Maharaja riposa
   L'esperto di oppio 

    Le barbe piacciono 

   Jodhpur dal forte
   Adesso il Maharaja vive qui
   La città blu 
    Nella città blu

    Eppure la corrente c'è 

    Quale è il cavo giusto ?

   C'è anche questo in India 

    La torre dell'orologio 

   Il Sadar Bazar

    Colori indiani 


   Agli uomini piace tingersi di rosso



   Volti