giovedì 21 novembre 2019

Oman 2019 - Day 7 - Nizwa

21 Novembre 2019 - Nizwa

Molta pioggia durante la notte, ma al mattino il cielo era meno cupo e siamo potuti scendere senza problemi dal Jabal  Shams. Strade tutto sommato in buone condizioni, poco traffico e capre che attraversavano la strada alla ricerca dell’erba appena spuntata tra i sassi. Panorama lunare, pochissimo verde e montagne attraversate  da profondi solchi di antichi torrenti. Giunti al piano prima sosta della giornata a Birkat Al Mauz, un altro villaggio di argilla abbandonato. Ancora un po’ di strada e siamo arrivati a Nizwa, l'antica capitale, la città dell'oasi immersa nel verde con un mix di moderno e antico, fu la capitale dell'Oman nel 6 ° e 7 ° secoli. Una delle città più antiche del sultanato, era il suo centro artistico e culturale. Il Daris Falaj di Nizwa, un canale di irrigazione, è il il più grande singolo falaj in Oman e fornisce alla campagna circostante tutta l'acqua necessaria per irrigare le piantagioni.
Pranzo in un locale del centro e poi ci siamo spostati all’interno, addentrandoci per alcuni chilometri in uno wadi fino ad un piccolo villaggio sperduto. Nell’arrivare il canto del muezzin amplificato dall’eco, è risuonato nella valle creando un’atmosfera particolare. I Grandparents hanno interrotto la lunga astinenza dell’alcol, con una birra, bevuta quasi di nascosto in questo posto sperduto. Sorprendentemente da un edificio che probabilmente era la scuola sono uscite frotte di bambini allegri accompagnati da un adulto che indossava la maglia della Juve. Si sono scatenati subito commenti di vario tipo tra i Grandparents, in base alla loro fede calcistica, ma la cosa più bella è stato il vedere tanta vita e allegria in un posto così sperduto. 
Nel frattempo la pioggia ha ricominciato a cadere, ma questo non ci ha impedito di tornare a Nizwa per visitare il suk della città che ci ha un po’ deluso e poco caratteristico. I Grandparents hanno comunque fatto un po’ di shopping, acquistando datteri e spezie varie. Cena all’Hotel Safari, che ci è sembrato un po’ scadente. Domani completeremo la visita della città e poi ci muoveremo verso Muscat, da dove in nottata partiremo per l’Italia. 



Nizwa



Nebbia al mattino nel grande canyon 

 


Capre scalatrici 


Antiche canalizzazioni 


Omanita fasullo



 

Festa nel parco

 

Costumi vecchi , usanze nuove



 

Corse nel parco 

 

 Birman Al Maui


 


Incontri 

 

Wadi Musdim 






Tifoso juventino 





Scappatella alcolica 



Nel Suk






















mercoledì 20 novembre 2019

Oman 2019 - Day 6 - Jabal Shams

20 Novembre 2019 - Jjabel Shams Resort 

Bellissima giornata e aria frizzante al risveglio a Shorfet Al Armin a 2000 m. di quota. Lungo una bella strada un po’ tortuosa siamo scesi più in basso fino alla vecchia città di Al Hamra, ormai quasi tutta abbandonata, dove la maggior parte delle case costruite con argilla rossa e paglia sono parzialmente crollate, anche se qualche attività di ristrutturazione è in corso. Tra le case si snoda una serie di canali che irrigano piccoli appezzamenti di terra con palme di banani e datteri. Qualche piccolo negozio tra cui una vendita di raccordi idraulici recuperati, gestito da due anziani . Nel  gruppo discussioni sull’opportunità di recuperare questo patrimonio. Siamo poi risaliti in montagna per vedere l’antico  villaggio di Misfat Al Abryeen, situato sul bordo di un profondo canyon e circondato da terrazzamenti irrigati da un ingegnoso e  complesso sistema di canali a cascata. Sulle terrazze rigogliosa vegetazione di palme e coltivazioni varie. Nel paese un dedalo di strette viuzze e ripide scale percorribili solo a piedi. Un ragazzo con un asinello trasportava mattoni mentre altre persone trasportavano carichi sulla testa. 
Sosta per un caffè in un locale famoso per essere stato visitato dal principe Carlo d’Inghilterra. Di nuovo in auto e siamo ridiscesi in pianura per il pranzo, dove in un ristorante con cucina yemenita abbiamo assaggiato carne di cammello e agnello con il solito contorno di insalata e riso. Le carni sono state apprezzate. Gianni C. ha voluto adeguarsi agli usi locali e ha mangiato con le mani impastando bocconi di riso con la carne. Nessuno lo ha imitato. Siamo poi risaliti di nuovo nei pressi dello Jabal Shams, alto circa 3000 m, che è la più alta montagna 
dell’Oman. Noi ci siamo fermati a quota 2000 m, nei pressi del Grand Canyon, profondo oltre 1000 m. Purtroppo il cielo si è rannuvolato ma abbiamo potuto 
comunque ammirare il canyon. Una coppia di aquile bianche ha volteggiato a lungo sopra di noi. Abbiamo quindi raggiunto il Jjabel Shams Resort per la  notte, 
appena prima di una pioggia torrenziale che ci ha impedito di fare la camminata serale. Buon buffet e poi a causa della mancanza di un collegamento internet,  il 
Granparents group si è scatenato a scambiarsi fotografie come un gruppo di teenagers. Domani scenderemo dalle montagne per visitare  Nizwa, la vecchia capitale 
dell’Oman.
 

L’oasi di Al Hamra



Il villaggio abbandonato di Al Hamra




Il saluto omanita



Pericolo di crolli 



Il venditore di raccordi 



Sosta caffè 


Le case di argilla e paglia di Al Hamra



Palme da dattero


Il tè è pronto 



Incontri


Gianni mangia come gli omaniti


Coltivazioni intensive

 

Vita da somaro tra i vicoli di Misfat 


 

Pranzo Yemenita : cammello e pecora 


Ingegnose canalizzazioni 


Banani 


Vu cumprà 

Incontri in alta quota

martedì 19 novembre 2019

Oman 2019 - Day 5 - Shorfet Al Alamin

19 Novembre 2019 - Shorfet Al Alamin

Ieri sera, la nostra guida,  aveva proposto di svegliarsi presto per vedere sorgere il sole nel deserto. Alba prevista alle 5.20 . Sette persone del gruppo hanno aderito. Levataccia al buio e ben coperti abbiamo camminato per 20 minuti per raggiungere una posizione elevata. Seduti nella sabbia umida ci siamo goduti lo spettacolo dell’alba tra le dune. Dopo la colazione abbiamo salutato alcuni oryx, una specie di antilope con lunga corna diritte, rinchiusi in un recinto e dei simpatici dromedari che si preparavano alle escursioni. Poco dopo la partenza ci siamo fermati a bere un tè in una tenda di beduini. Interessante il rituale , durante il quale il tè accompagnato da datteri viene servito prima agli uomini e poi , quando questi hanno finito , alle donne. Opinioni diverse nel gruppo su questo rituale. Le donne berbere vestivano i loro costumi e alcuni bambini ci osservavano incuriositi. Dopo un bel tratto in auto siamo arrivati in una grande oasi di palme di datteri con numerose canalizzazioni dell’acqua. Al suo interno le rovine del villaggio Tanuf , con case color ocra, purtroppo non visitabile . Anche oggi pranzo in una casa privata con un menù semplice a base di pollo e verdure. Nel pomeriggio visita al forte Bahla, patrimonio mondiale dell'UNESCO e al Forte Jabrin, un bell'esempio di architettura islamica con iscrizioni su legno e affreschi sulle pareti e sui soffitti. Lungo la strada sosta nei pressi di un cimitero, dove Aisha ci ha spiegato le modalità di sepoltura completamente diverse dalle nostre. Il cimitero sembrava un campo abbandonato con piccoli tumuli di terra e qualche pietra conficcata nel terreno.  Costumi diversi. 
Dopo ancora qualche chilometro abbiamo raggiunto il nostro albergo in montagna a circa 2000 m di quota, dove non ci siamo fatti mancare una passeggiata serale tra i monti per vedere il tramonto, ben coperti con maglioni e piumini. La serata si è conclusa con una sfida a biliardo tra cugini finita in parità. Domani rimarremo in zona esplorando alcuni siti interessanti tra queste montagne. 




In attesa del sole


Eccolo!


Dune all’alba


Vita nel deserto


L’Oryx


Un simpatico dromedario

Famiglia berbera


Rito del tè : prima gli uomini

Le donne aspettano

Sguardi

L’oasi di Tanuf


Tanuf

30 gradi e ci si rinfresca così 

Volti

Il tricolore dell’Oman sul forte Jabrin


Il gruppo Grandparents al forte Jablin

Il forte Baha, patrimonio Unesco


Un cimitero in Oman



Villaggi sperduti

Acrobazie 


Sfida serale tra cugini