sabato 22 aprile 2017

22 Aprile 2917 - Camino di Santiago - Da Saint Jean a Roncisvalle

Il Camino di Santiago - Tappa # 1 - Da Saint Jean  Pied du Pont  a Roncisvalle 

26 km - Dislivello 1357 m.  - Ore Totali 7.47 - Ore in movimento : 6.45  


Una bella giornata al risveglio a Saint Jean,  anche se abbastanza fresca.

Colazione abbondante in centro con baguette fresche, marmellata e un cappuccino niente male. Ottima scorta di carboidrati . Senza difficoltà abbiamo individuato l'inizio del camino ben segnalato e ci siamo incamminati per la nostra avventura. 

L'inizio non è stato dei più agevoli : una ripida strada asfaltata per oltre 15 km ci  ha subito messo alla prova, anche se il panorama circostante ci ha spesso distratto dalla fatica della salita. Infatti la strada è salita tra verdi colline e pascoli con numerosi animali tra cui cavalli, mucche, pecore e anche asini. Sembrava di essere in Toscana o Umbria . Numerosi i pellegrini, da ogni parte del mondo. Vedendo certi profili abbondanti ci si chiede come possano pensare di arrivare a Santiago percorrendo 800 km. Boh! Conteranno  sull'aiuto di Santiago. È comunque da notare come tutti abbiano voglia di parlare e di raccontarsi. La conoscenza delle lingue aiuta molto e noi con francese e inglese riusciamo a difenderci. Molte le persone di una certa età, come la nostra, che si stanno godendo la libertà della pensione. Interessanti discussioni con gli americani , tutti contro Trump. Non riusciamo a capire come possa stato eletto. 

Molti anche gli orientali, giapponesi e coreani tutti attrezzati di tutto punto e che sembrano appena usciti da un negozio di articoli sportivi. Molti anche gli Italiani, chiassosi come al solito.  Abbiamo camminato  comunque di buon passo, superando molte persone e fermandoci ogni tanto a riposare. Mimmo e Ugo si comportano molto bene. Dopo circa 15  km la strada è diventata sterrata e meno ripida e abbiamo attraversato bellissimi boschi di faggi ancora senza foglie. Ugo per tutta la giornata è stato il nostro addetto alle PR, parlando con tutti sul percorso specialmente con le pellegrine. Non ne ha tralasciata una. Dopo un'ultima faticosa salita lungo la quale siamo entrati in Spagna , nella regione della Navarra , abbiamo raggiunto il colle di Lepoeder a 1410 m e lungo una ripida discesa abbiamo finalmente raggiunto Roncisvalle. Dopo avere trovato alloggio nell'albergo La Posada , non ci siamo fatti mancare la messa del pellegrino nella chiesa in stile gotico della collegiata del XIII secolo al temine della quale tutti i pellegrini presenti sono stati benedetti. Cena del Pellegrino dove per solo 10 euro abbiamo mangiato discretamente, anche se i maccheroni scotti, serviti dopo la minestra ci hanno lasciato perplessi. Interessanti discussioni al tavolo con gli altri pellegrini. Una delle questioni ricorrenti è perché si fa il "Camino" . Le risposte sono molto diverse, ma ho l'impressione che per la maggior parte sia una sfida personale. Domani tappa più semplice . Circa 21 km senza salita . Non ci dovrebbero essere problemi. Speriamo di avere recuperato adeguatamente, dolori ai piedi compresi.

 Buen Camino 


Per sapere la nostra posizione in tempo reale clicca qui :


http://share.findmespot.com/shared/faces/viewspots.jsp?glId=0mMtAq6E5DCx682f7NafjNfrlVlLpET6u




La tappa di oggi : Da Saint Jean a Roncisvalle- 26 km - 1357 m di dislivello


Il segno del Camino. Non manca mai, impossibile perdersi


Rifugi on the road. Piacevoli soste


Animali ovunque


Oggi salita non facile verso Roncisvalle 


Provvidenziali fontanelle


La Fonte di Rolando.


Ma dove andate ?



Ottimo carne da queste parti 


Bella campagna francese 

I segni del camino. Ben fatti



Pascoli in quota 


Faggeti nei Pirenei

Camino suggestivo

Ripida discesa  verso Roncisvalle 

Pellegrini in pausa


La madonna di Biakorri


I cippi sul Camino ci fanno compagnia

Pellegrino smarrito

Ancora tanta strada per Santiago

È già ora di fienagione


Cavalli tra le ginestre


Dall'Italia con furore


La Collegiata di Roncisvalle


Chiesa Gotica del XIII secolo



Pellegrini allegri , ma la strada è lunga 


venerdì 21 aprile 2017

21 Aprile 2017 - Verso il "Camino" di Santiago

L'idea di percorrere il "Camino" mi stuzzicava da tanto tempo così ho accettato con piacere l'invito di Ugo, il mio consuocero, di partire con il suo amico Domenico e percorrerne circa la metà fino a Burgos. 300 km in 12 giorni. Lo completeremo successivamente quando ci sarà abbastanza tempo disponibile.

Abbiamo cercato  tutti di allenarsi e molta attenzione è stata dedicata alla preparazione  degli zaini che è stata abbastanza laboriosa Importante contenere il peso portando le cose indispensabili. Alla fine siamo partiti con zaini tra gli 8-9 kg . Vedremo nei prossimi giorni se abbiamo esagerato.

Da Bergamo abbiamo raggiunto Lourdes con Ryanair in una giornata limpida che ci ha permesso di  ammirare le Alpi in veste invernale.

Il taxi prenotato ci ha poi portato fino a Saint Jean Pied  di Port in circa 2 ore. Lungo il tragitto Mimmo ha intavolato una conversazione politica col taxista Philippe che si è rivelato un fan della Le Pen e astioso con tutti gli Arabi del mondo. Mimmo, che parla un buon francese,  è riuscito abilmente a cambiare  argomento parlando di moto , viaggi e vino. È andata meglio. Molto bella la campagna che abbiamo attraversata, molto verde e con numerose mucche e pecore al pascolo.

A Saint Jean abbiamo raggiunto il residence che avevamo prenotato. Non male. Nonostante la temperatura qualcuno faceva il bagno in piscina.

Abbiamo raggiunto poi il centro di accoglienza dei pellegrini, dove dei volontari ci hanno accreditato e ci hanno spiegato la prima tappa dandoci tutto il materiale necessario compresa la famosa conchiglia  . Bella organizzazione . Nelle strade si vedono parecchi altri pellegrini di ogni parte del mondo facilmente riconoscibili .

Visita alla cittadella da cui si gode una bella vista sulla città e poi cena con Entrecote e verdura. Carne molto buona e cameriere simpatiche . 

Ovunque gentilezza e buona ospitalità . Quando Ugo ha terminato la caccia al tesoro nel suo zaino tutti a nanna. 

Domani prima tappa fino a Roncisvalle.  Entreremo in Spagna. È una della più impegnative del camino : 25 km e 1200 m di dislivello. Sarà un test interessante sulla nostra preparazione.


Per sapere la nostra posizione in tempo reale cliccare qui:


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Finalmente si parte

Campagna Francese

Ingresso a Saint Jean

Siamo qui

Il fiume Nive

I pellegrini vengono accreditati 

Abbiamo la conchiglia: possiamo partire

La conchiglia, simbolo del Camino

Scarpe di pellegrini alla fine del Camino

Saint Jean - La cittadella

Saint Jean

Tra i prosciutti francesi

Tramonto tra i Pirenei

Buon Camino !!

domenica 9 aprile 2017

Video Scialpinismo Kirghizistan

7 Giorni di scialpinismo in Kirghizistan.
Tanto sole, tanta neve , tanta birra , bella compagnia .  Il video qui :




martedì 7 marzo 2017

5 Marzo 2017 - Scialpinismo in Kirghizistan

Giorno 8 : Bishkek - Brescia

Giornata conclusiva della nostra viaggio in  Kirghizistan . Sveglia all'alba e partenza mattiniera da Bishkek a Istanbul e da lì Bergamo. Durante il volo scambio  di sensazioni e commenti sul recente viaggio. Nel primo  pomeriggio abbiamo raggiunto Brescia in tempo per lasciare Alessandro davanti allo stadio dove purtroppo il Brescia gli ha dato meno soddisfazioni dei pendii Kirghizi. 
La nostra avventura in Kirghizistan è conclusa . Al prossimo viaggio 


Alcuni commenti sul viaggio :
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Giacomo :

Definirei questo viaggio scialpinismo di frontiera, in un'area con enormi possibilità dal punto di vista scialpinistico ancora pochissimo sviluppate. 

Il Kirghizistan : scenari mozzafiato, catene di montagne senza fine, neve abbondante e farinosa. Percorsi non troppo difficili su pendii molto belli da un punto di vista sciistico anche se sono presenti alcuni rischi  oggettivi di valanghe, ben gestiti dalle guide. La logistica è complessa , grande distanze  e poche infrastrutture disponibili. Il campo di Jurte è sicuramente una soluzione praticabile che però  richiede un buon spirito di adattamento per alcuni inevitabili disagi da sopportare per alcuni giorni. La sua posizione nella valle Irdyk è suggestiva, ma limita un po' il numero di gite fattibili.
Dal  punto di vista turistico non molto attrazioni a Karakol, mentre Bishkek vale una giornata di visita. Vita dura per la gente  tra questi monti.  Simpatia da parte dei locali. Nessun problema di sicurezza 

L'organizzazione dell'agenzia locale : si è  dimostrata molto disponibile a soddisfare le nostre esigenze, senza ulteriori costi. Cibo buono e in quantità, molta carne, poche verdure. Birra e Vodka a volontà. Molto apprezzato il Barbecue alla fine di ogni gita. Le guide locali di origine russa si sono dimostrate competenti e con un'ottima conoscenza del territorio, scegliendo i percorsi considerando tutti i rischi oggettivi. La nostra Guida Marco di Lyskamm 4000 ha stabilito con loro un ottimo rapporto di collaborazione che ha dato tranquillità e serenità al Gruppo . 

Marco di Lyskamm 4000 : ha gestito il gruppo al meglio, interfacciandosi in modo costruttivo coi locali, mantenendo alto il morale in ogni momento e dando allegria al gruppo. Utili e interessanti i momenti di approfondimento delle tecniche di comportamento e di verifica d la stabilità del manto nevoso . Lo conosciamo da tanti anni, un'ulteriore conferma.

Compagni di viaggio : Non tutti nel gruppo si conoscevano , ma la comune passione per lo scialpinismo ha amalgamato subito il gruppo, che si è  aiutato  in ogni momento permettendo di concludere con successo tutte le uscite e ha reso questa settimana indimenticabile. Sicuramente ci si rivedrà su qualche traccia nella neve in futuro.
Un grazie di cuore a tutti e in particolare ai miei compagni bresciani  con cui ho condiviso la Jurta affrontando in allegria tuti i piccoli disagi quotidiani .

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Daniele
Scrivo queste poche righe nel viaggio in pulmino da Karakol a Biskek. Una settimana è volata, sembra ieri che si faceva il percorso contrario!

Sono partito per Kirghizistan con l'entusiasmo e l'eccitazione che genera un viaggio in un paese lontano ma anche con qualche insicurezza e timore causati dall'incidente accadutomi lo scorso anno in Bazena. Maledetta frattura al malleolo!!

Siamo arrivati a destinazione alle 17.30 di domenica 26/2, dopo 26 ore dalla partenza da Brescia.
La fatica del viaggio si è fatta sentire ma la "calda" accoglienza del campo di yurt ci ha subito rincuorato. 

Il mattino seguente, dopo una buona ed abbondante colazione, siamo partiti per la prima gita. La salita è stata veloce e non troppo faticosa. La prima parte della discesa, su un alto strato di neve fresca, mi ha messo un po' in difficoltà ed ha fatto riemergere i timori per le mie gambe.

Non mi dilungo nella descrizione delle varie gite, Giacomo è stato maestro in questo ed il blog è già ricco di dettagli ed interessanti informazioni. Aggiungo solo che di giorno in giorno, grazie ai consigli ed alla vicinanza dei miei compagni di viaggio, i timori e le difficoltà sono state ampiamente superate dal piacere di fare sci-alpinismo. Chi lo prova sa cosa voglio dire!!!

Cosa mi è piaciuto di più? Bella domanda ... dalle foto qualcuno potrebbe pensare alla sauna, al cibo ed alla birra. 
Tutto questo era eccellente, tuttavia prima dovo elencare tantissimo altro: l'ambiente naturale e selvaggio, l'esperienza al campo (tutto perfetto, solo qualche riserva sul WC anche se comprendo che le temperature e l'ambiente in cui eravamo non permettevano alternative), le ripellate ;-))), le sciate, la convivialità, lo stare insieme e la condivisione delle difficoltà e del piacere di arrivare fino alla cima. Anche i Kirghizi sono molto simpatici, un po' schivi, volenterosi e molto attivi. 
Anche la caccia con l'aquila (appena vissuta) è stata molto bella e particolare.

Ringrazio Giacomo, Alessandro e Claudio per questa bellissima esperienza.  Ringrazio anche gli altri compagni conosciuti in questo viaggio.

Complimenti a Lyscam 4000 per la perfetta organizzazione, mi complimento in particolare con Marco, guida sicura, simpatica ed autorevole.

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Claudio

Settimana intensa e memorabile! E' vero che le montagne le abbiamo a portata di mano, e' vero che la neve a volte e' migliore di quella trovata qui... ma la condivisone di giornate in luoghi sperduti con persone che hanno la tua stessa passione rende l'esperienza unica e giustifica le migliaia di chilometri che ci separano da casa! Da questi viaggi "pellati" si torna sempre arricchiti.. a volte di incontri con persone che nel tempo diventano amici! Tutto molto bello! Un grazie speciale al nostro " conducator" Marco che sa coniugare allegria e professionalita' in modo impeccabile! E per ricordare un momento "memorabile" di questa settimana un pensiero a Sergei che mi ha fatto vivere l'esperienza della discesa nel canyon... durissima, ma col senno di poi.. neanche tanto male! Ora si torna alle sudate carte, ma questo pezzo di mondo restera' nella mente.. e' stato personalmente commuovente rivevere i luoghi attraversati la scorsa estate in moto con gli amici Marco e Giacomo! Ora nuove terre ci attendono... e noi non indietreggeremo! Grazie a tutti i compagni di questa entusiasmante avventura!

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Giovanni

Kyrgyzstan una splendida esperienza.

Un ambiente montano grandioso ed emozionante, nel quale salendo in quota e guardandoti attorno capisci che vedi più montagne di quante ne potrai salire nel resto della tua esistenza, con la sensazione (per lo più veritiera) che su nessuna di esse ci sia anima viva.
Il manto nevoso, dalle particolari caratteristiche di incoerenza fino in profondità, rende gite apparentemente di media difficoltà abbastanza impegnative.
Conseguentemente la scelta e l'esecuzione degli itinerari, non è mai banale dal punto di vista della sicurezza e della fatica di chi deve tracciare.
L'alloggiamento nelle Yurte richiede il giusto spirito di adattamento, tuttavia i ragazzi che tengono il campo si fanno in quattro per rendere gradevole il soggiorno riuscendoci perfettamente, a mio giudizio.
Esperienza splendida anche grazie alle seguenti persone:
Arthur, la nostra guida Kirghisa di famiglia Tartara. Timido e gentile ha sempre condotto le gite con umiltà, semplicità, ma inflessibilità sulle regole di sicurezza anche quando queste erano forse eccessive.
Сергей, la nostra guida Kirghisa di famiglia Russa, capace di tracciare in neve profonda con incredibile forza e resistenza.
Marco, la nostra guida di Alagna, quella che ha messo assieme il gruppo, sempre capace di scherzare e rendere divertente qualsiasi momento, mantenendo sempre il controllo della situazione.
Grazie a Camoz "multimediale" che con grande passione ci regalava il video della giornata appena vissuta ogni sera, al termine della cena. 
Grazie al gruppo numeroso, affiatato e simpatico che ha reso unica questa esperienza.

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Il Gruppo Lyskamm 4000 in Kirghizistan :

Giacomo, Marco, Gianni, Daniele, Alessandro, Laura, Ludovico, Carla, Edoardo, Giovanni, Claudio e Roberto 


In volo sul Bosforo tra Asia e Europa








sabato 4 marzo 2017

4 Marzo 2017 - Scialpinismo in Kirghizistan-


Giorno 7 -Karakol -Bishkek 


Questa mattina sveglia con più calma e preparativi per la partenza dal nostro campo di Jurte nella valle Irdyk. Scesi il primo tratto con gli sci e con i bagagli al seguito su motoslitta, abbiamo quindi raggiunto Karakol dove abbiamo fatto un giro turistico della città. Non molte le attrattive di questa città, ma degne di nota la chiesa ortodossa costruita interamente in legno dove era in corso una suggestiva funzione con canti molto belli. Alcuni di noi non hanno resistito ad acquistare alcune piccole  icone. Poi camminando tra strade fangose per il disgelo abbiamo visitato il mercato locale non molto interessante, ma anche qui non sono mancati acquisti di copricapi locali. Molta curiosità e simpatia dai locali. Dopo aver visitato solo esteriormente la moschea costruita in uno stile simile alle pagode cinesi, pranzo nel solito buon ristorante con piatti tipici Kirghizi. Imbarcati armi e bagagli siamo partiti alla volta di Bishkek distante 400 km. Lungo il percorso l'agenzia locale ci ha portato a vedere le aquile addestrate, molto diffuse da queste parti. Raggiunta una collina non molto distante dalla strada, abbiamo incontrato una famiglia Kirghiza, che aveva  con loro due aquile che a turno si sono esibite nella caccia. Una, dopo essere stata trasportata su una collina, si è lanciata con precisione sulla pelle di una volpe trascinata nella steppa, mentre la seconda  si è lanciata sempre dalla stessa collina su un malcapitato coniglio che era stato liberato e che non ha avuto scampo Spettacolo un po' crudele, ma che ci ha fatto capire l'abilità di questi splendidi rapaci. La famiglia di Kirghizi ha approfittato della nostra presenza per venderci anche qualche souvenir. Volata finale verso Bishkek e cena in un rumoroso locale frequentato da giovani che guardavano partite di calcio sui numerosi schermi alle pareti. Giacomo e Claudio hanno avuto anche il piacere di rivedere Alex, Julia e il piccolo John, conosciuti durante il viaggio in moto dello scorso anno. Finalmente a tarda sera tutti in albergo dove un letto comodo e una super doccia ci aspettavano. Domani sveglia prestissimo per andare in aeroporto e rientrate in Italia 

Il gruppo Lyskamm 4000 lascia la Irdyk Valley 

Il team bresciano pronto a partire 

Bye Bye Irdyk Valley 

Si scende col 4x4

Cavalieri nella neve

Claudio col suo amico Sergey

La chiesa ortodossa in legno

Stile russo a Karakol


Al bazar di Karakol

Incontri 

La moschea in stile cinese 

Lombardi in veste Kirghiza 
L'addestratore di aquile 

Il giovane Kirghizi

L'Aquila in volo sulla preda

Povero coniglio

Daniele impara

Con Alex,Julia e John 

Ultima birra a Bishkek