sabato 4 marzo 2017

3 Marzo 2017 - Karakol Scialpinismo in Kirghizistan-

Karakol - giorno 6 - Valle Bosschuck 


Ultimo giorno tra le nevi Kirghize . Per variare il programma abbiamo preferito spostarci di 30 km ed esplorare una nuova zona. Così di buon mattino abbiamo lasciato il nostro campo di Yurte e siamo scesi a valle per circa 4 km lungo la piste delle motoslitte dove ci aspettava un mezzo 4x4 di origine militare, un po' malandato, ma efficace a percorrere queste strade disastrate coperte di neve e fango. Dopo avere superato Karakol ci siamo addentrati in una valle laterale di nome Bosschuk dove il mezzo ci lasciato in prossimità di una casa isolata un po' malandata, da cui sono usciti in processione mucche e cavalli seguiti da un Kirghizo a cavallo su cui c'era anche un bambino.

Dopo una lunga piana leggermente in salita abbiamo risalito un bosco con abeti secolari e oltre un metro di neve Nel bosco non c'era nessuna traccia già fatta, per cui Marco e le guide Arthur e Sergey si sono alternati a battere faticosamente la traccia nella neve profonda. Nonostante la giornata grigia il panorama era bello e si vedeva la valle di Karakol con alle spalle una catena di montagne al confine col Kazakistan; dopo circa quattro ore e 1320 m. di dislivello abbiamo raggiunto una cima senza nome a circa 3300 m. Discesa su buona neve farinosa anche se un po' pesante dove si sprofondava un po' troppo. A metà percorso Giacomo, che riprendeva con Iphone le imprese del Gruppo, si è accorto di aver perso il telefono. Momento di panico e disperazione. Dopo avere provato a rintracciarlo senza successo per mancanza di linea, una parte del gruppo ha continuato la discesa, mentre Giacomo, Marco e Edoardo sono risaliti fino all'ultima sosta cercando senza successo il telefono scavando con le pale nella neve. Nel ridiscendere nuova ricerca nello stesso punto e con molta gioia Marco scavando con la pala ha trovato il telefono . Bel colpo di fortuna.

Dopo avere raggiunto il nostro mezzo 4x4, dove la signora Kirghiza della vicina casa chiedeva stupita alla nostra guida perché eravamo saliti fin lassù. 

Sosta a Karakol, che ci è sembrata molto sgarruppata e con fango ovunque causa il disgelo, dovev ci siamo fermati a mangiare un ottimo Kurdak, carne di manzo cotta al forno con patate, innaffiata da molta birra. Nel tardo pomeriggio siamo risaliti all'imbocco della valle Irdyk, dove, rimessi gli sci , le motoslitte ci hanno trainato su al campo di Yurte. Anche se era ormai buio e freddo , la volata finale al traino è stata divertente.

Cena in allegria, dove abbiamo dato fondo alle ultime scorte di grappa e Jägermaister, integrando con un po' di Vodka e scambiato sensazioni e commenti sulla settimana .  

Domani lasceremo il campo e torneremo Bishkek da dove voleremo a casa. Lungo la strada faremo un po' di turismo


Pronti

Coda per il bagno

A bordo del 4x4 russo

Incontri Kirghizi

Daniele vuole questo per Intred

Scuola di cavalcata nelle montagne Kirghize

Una mucca ci osserva incoriusita 

Boschi di betulle

Oggi faticaccia tracciare 

Gianni non si fa mancare il bacio in vetta

Foto di gruppo in vetta

Montagne nella valle Bisschuck

Neve farinosa anche se un po' pesante 

Stanchi ma assetati

Ottimo Kurdak

Un'altra birra ?

Volata nella notte al traino delle motoslitte 



venerdì 3 marzo 2017

2 Marzo 2017 - Karakol (Kirghizistan)

Karakol - Kirghizistan - Giorno 5 - Cima Babushka  3517 m
Dislivello 1590 m.

Questo post è stato scritto da Alessandro Triboldi 

Quarto giorno al campo base nelle yurte accoglienti e spartane al tempo stesso. Ciascuno di noi ha sviluppato, facendo appello alla propria capacità di adattamento, una serie di accorgimenti che rendono più sopportabile il soggiorno.
Giacomo dosa sapientemente legna e carbone per la stufa che resta attiva tutta la notte risparmiandoci il gelo patito la prima notte. Daniele armato di coltello, modella tutte le sera una bottiglietta di plastica che utilizza come orinatoio per risparmiarsi l'uscita notturna verso la latrina. Io sfido il gelo, per una puntata al torrente, ripagato dalla visione di un cielo stellato che, in queste notti di novilunio, regala una pioggia di stelle cadenti.
Sveglia alle 7 e solita sostanziosa colazione. Alle 8,15 tutti pronti, sci ai piedi, per l'escursione quotidiana. Controllo apparecchiature Arva a cura della nostra guida Marco sempre attento, con l'immancabile sigaretta fra le labbra. Conduce il gruppo la guida locale Arthur, un tartaro di 29 anni che sta imparando il mestiere in Russia in un corso tenuto da guide alpine svizzere sponsorizzato dalla Mammut. Diligente, preparato e gentile, si fa perdonare quel filo di rigidità che contraddistingue tutti i giovani alle prime armi in qualsiasi mestiere. Ci accompagna anche Serghiej, apprendista guida, che dopo il pasticcio del creek con Claudio, continua sentirsi ripetere da Arthur:'Serghiej, no experiments today'. Saliamo per destra, nel bosco di abeti e betulle che ormai abbiamo imparato a conoscere, guadagnando in poco tempo 400 metri di dislivello. Poi una lunga cavalcata sul crinale che docilmente ci porta nel fondo valle. Oggi ci spingeremo più in fondo del solito per poi rimontare a sinistra e scollinare ad oltre 3500m di quota verso la valle parallela nella quale avevamo sciato il primo giorno. In vetta, grazie anche alla straordinaria visibilità regalataci dall'ennesima giornata di sole, godiamo di una straordinaria visuale di tutto il gruppo grazie alla quale possiamo ripercorrere con lo sguardo tutti i tracciati delle tre giornate precedenti. Davvero una degna chiusura su questo maestoso comprensorio.
Prima di buttarci dalla ripida discesa, considerato che il bel clima favorisce una sosta in vetta, Marco riepiloga le regole base che il gruppo deve seguire in caso di evento valanga. Il manto nevoso di queste montagne, non perfettamente assestato, induce alla prudenza. Il distacco di un fronte di una ventina di metri per un'altezza di 40 cm di neve ventata a poca distanza da noi, conferma le sensazioni della nostra guida.
La discesa è stata molto redditizia con neve farinosa e leggera in alto, un po' più pesante scendendo di quota. Oggi non si contano i voli con la faccia nella neve, anche se a fare notizia è quello di Marco.
Non contenti, ai piedi della cima che avevamo salito la prima giornata, optiamo per una risalita. Ripelliamo quindi per quello che nelle intenzioni avrebbe dovuto essere un 'half ridge' (che sarebbe rimontare fino a metà pendio),  ma com'è noto l'appetito vien mangiando, diventa un 'demi peak'. Praticamente arriviamo appena sotto la vetta. Sciamo il bel pendio sul versante immacolato con sciata di ottima resa in farina ottimale. Poi guadagniamo il fondo valle su bei prati con neve leggermente crostosa, ma portante, che ci rimanda alle nevi di casa. Una goduria.
Alla fine abbiamo inanellato 1590m di dislivello complessivo per uno sviluppo di ben 19km. Davvero un commiato memorabile da queste terre perdute.

Marco chiama alla partenza

Controllo Arva

Salendo lungo il bosco ormai familiare

La neve non manca

La gita di ieri

Scorci

Traccia faticosa per oggi

Verso la cima

Riposo in vetta

Marco e Arthur discutono la via di discesa

Tracce italiane in Kirghizistan

Anche i migliori cadono : volo di Marco la guida

Neve farinosa per tutti

Anche Daniele ha assaggiato la neve


Anche oggi non manca una ripellata

Ultima discesa del giorno

Spiedini (shaslick) ci aspettano all'arrivo

Alessandro fa il bis

Un brindisi alla bella giornata

Relax serale nella Jurta dei bresciani

Buonanotte






giovedì 2 marzo 2017

1 Marzo 2017 - Karakol (Kirghizistan)


Karakol - Kirghizistan - Giorno 4 - Cima Fujihama orientale 3620 m

Dislivello 1611 m.


Giornata più impegnativa delle precedenti per il dislivello complessivo . Ancora sole e temperature rigide hanno favorito la nostra gita che è stata di grande soddisfazione Partenza verso le 8 e  per un tratto iniziale abbiamo ripercorso la traccia di ieri attraverso il bosco. Abbiamo quindi  raggiunto una prima cima senza nome a 3300 m. dopo circa 1100 m di dislivello. 

Dalla cima siamo scesi per un bel pendio di neve farinosa per circa 200 m, che ha messo a dura prova le nostre gambe. Il nostro stile di sciata con molte curve strette e i nostri sci non troppo larghi non di addicono molto a questo tipo di neve, mentre invece sono più efficaci sci larghi e traiettorie più rettilinee. Comunque ci siamo divertiti e stiamo adeguando la nostra tecnica . Una parte del gruppo è quindi rientrata al campo con l'aspirante guida Sergey, a cui era stato proibito di cercare percorsi alternativi, mentre invece un gruppo ha rimesso le pelli ed è risalito per circa 500 m. fino alla cima del Fujihama orientale. Panorama mozzafiato dalla cima con numerose catene di montagne innevate.

La discesa dalla cima è stata fantastica lungo un pendio sostenuto dove abbiamo trovato condizioni di neve ottimali. Grande sciata . 

Discesa finale nel bosco di conifere dov'è la nostra guida Arthur ci condotto su ripidi canali con molta neve e passaggi obbligati tra le piante che ci hanno  impegnato ma anche divertito. 

Al campo come al solito tutto pronto per il barbecue pomeridiano con salsicce alla griglia. La birra non manca e non deve essere pagata extra. 

Anche oggi abbiamo approfittato della sauna, che anche se è molto semplice funziona bene e ci consente anche quel minimo di igiene personale necessario.

Buona cena con zuppa a base di carne (Borsh) e pollo arrosto . 

Un po' di Vodka ha fatto compagnia alle chiacchiere serali e alla visione di un filmino sulle imprese del giorno.

Domani continueremo ad esplorare le cime della zona.


Gianni alla partenza in veste Kirghiza 

Salita nel bosco


Ombre sulla neve

Claudio con il suo amico Sergey 

Tracce sulla neve

Alessandro non si fa mancare una Coca

Le nostre tracce di ieri 

Qualcuno non ha capito la neve Kirghiza

Si risale per una seconda discesa 

Quante montagne


Ottimi pendii di neve fresca 

La tecnica migliora 

Grandi spazi 

Tracce 
Bosco impegnativo 

Con Maria, la cuoca 


La sauna, semplice ma efficace 

I bresciani in relax

A Daniele piace il Kirghizistan 

Birre meritate